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Ravecca
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mweqRavecca è una zona dello storico mwegsestiere del mwewMolo, situato nella parte sud-orientale del mwfacentro storico di Genova. La principale via che lo attraversa, via Ravecca, congiunge il mwfqpiano di Sant'Andrea (mwfgPorta Soprana) a mwfwpiazza Sarzano, correndo parallela alle mwgamura del Barbarossa.cite-ref-guida-1-0[1]
Contents
• Toponimo
• Storia
• Note
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Toponimo
Il toponimo è antichissimo e di origine incerta. Secondo il mwjaBelgrano il nome derivererebbe da Rua Vecchia (strada vecchia) o Ruga Vecchia, ipotesi che però non trova concordi gli studiosi.cite-ref-guida-1-1[1]cite-ref-podesta-2-0[2]cite-ref-3[3] A questo proposito il Podestà sottolinea che la denominazione non era riferita alla sola via che attraversa la zona, ma all'intero quartiere posto sul declivio occidentale del colle che divide la minuscola valletta del rio dei Giustiniani da quella del Rio Torbido.cite-ref-podesta-2-1[2]
Il toponimo è citato per la prima volta in un documento del 1132 del vescovo mwngSiro II con il quale venivano assegnate ai canonici della mwnwcattedrale di San Lorenzo le mwoadecime relative a proprietà fondiarie in varie zone della città, tra le quali Ravecca. cite-ref-4[4]
Storia
Ravecca era una delle contrade che, insieme a quella di mwqwSarzano, costituivano la "compagna" di Castello, il nucleo più antico della città.
Si tratta di una parte particolarmente popolare dei mwrqcaruggi genovesi, inclusa nella cinta muraria difensiva costruita nell'850 a difesa dalle scorrerie dei pirati mwrgsaraceni, che comprendeva al suo interno le zone di Borgo Saccherio (Broglio), mwrwPorta Soprana (Sant'Andrea), Canneto, Banchi e la collina di Maccagnana includendo anche la mwsabasilica di S.Lorenzo, all'epoca non ancora cattedrale.
Nel mwsgXIII secolo vi avevano case e proprietà le famiglie degli mwswEmbriaci e dei mwtaFieschi.cite-ref-guida-1-2[1] Nel tardo mwuqmedioevo era ancora abitata da ceti relativamente agiati; in seguito, a partire dal mwugXV secolo, l'emigrazione dalle campagne si concentrò in questa parte della città dove la densità edilizia si era progressivamente infittita, con un conseguente aumento dei ceti popolari.
La zona fu pesantemente colpita dal mwvabombardamento navale francese del 1684. Le cannonate lasciarono molti vuoti (si parla di 3000 case crollate), colmati negli anni successivi.cite-ref-5[5]
Un ulteriore aumento della densità edilizia si verificò intorno alla metà del mwwgXIX secolo: colmando vuoti o ristrutturando, accorpando o demolendo antiche case, in vari quartieri del centro storico sorsero nuovi edifici ad alveare, popolarmente denominati "casoni Ponte", dal nome del costruttore mwwwFrancesco Ponte, che nella zona di Ravecca realizzò il casone Ponte in vico del Fico, distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
L'attuazione dei vari piani urbanistici a cavallo tra Ottocento e Novecento, con l'apertura di mwyqvia XX Settembre, lo sbancamento del colle di Sant'Andrea e la demolizione del vicino rione di Ponticello con la creazione di mwygpiazza Dante lasciarono sostanzialmente inalterato il nucleo antico del quartiere di Ravecca, colpito invece duramente dai bombardamenti aerei alleati della mwywseconda guerra mondiale. In alcuni casi la ricostruzione si è fatta attendere per oltre mezzo secolo. I ruderi di un antico oratorio e di altri edifici distrutti dai bombardamenti sono addirittura rimasti visibili fino ai primi mwzaanni duemila, quando al loro posto è stato costruito un edificio scolastico, inaugurato nel 2014.cite-ref-6[6]
Nonostante le profonde trasformazioni urbanistiche che hanno interessato, tra gli mwaganni sessanta e mwawsettanta del mwbaNovecento, le aree adiacenti, Ravecca ha mantenuto molte delle caratteristiche di un tempo, connotate da stretti vicoli animati da botteghe artigiane e dalle tipiche mwbqfriggitorìe, a cui si sono affiancati in epoche recenti moderni mwbgpub e ristoranti.
Descrizione
Il tracciato di via Ravecca divide questo tessuto urbano popolare in varie sottozone, con costruzioni che risalgono spesso al mwdgbasso Medioevo (mwdwXIV e mweaXV secolo). Lungo la via moderni edifici sorti dopo le distruzioni belliche si alternano alle case medioevali.cite-ref-7[7] Nelle facciate dei palazzi più antichi si trovano alcune delle tradizionali edicole votive presenti in tutto il centro storico genovese.cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]
La zona di Ravecca comprende una serie di caratteristici caruggi dai nomi pittoreschi: salita della Fava Greca (che ispirò mwkaRemigio Zena nell'inventarsi una mwkqpiazzetta della Pece Greca per il suo mwkgromanzo mwkwmwlaLa bocca del lupo), salita Coccagna, vico delle Fate, vico del Fico, vico Boccadoro, vico del Dragone, piazza delle Lavandaie.
Le mura del mwlgXII secolo delimitano a levante la zona di Ravecca dividendola da quella di via del Colle (detta in mwlwligure mwmaCheullia, pron. /'køl:ja/). Questa parte dell'antico mwmqsestiere di mwmgPortoria, adiacente alla zona di Ravecca, includeva una serie di salite e caruggi fittamente edificati, digradanti nella sottostante valletta del rio Torbido, un tessuto urbano demolito nel 1973 (e con esso anche la casa natale del celebre violinista mwmwNiccolò Paganini) per far posto ai grattacieli del centro direzionale di via Madre di Dio. Tra piazza Sarzano e via Ravecca una targa ricorda, in toni polemici, i vicini quartieri del centro storico di Genova scomparsi con i piani urbanistici del mwnasecondo dopoguerracite-ref-10[10]
Poco a valle di via Ravecca, sull'asse di vico del Fico, al di sotto dei giardini mwogLuzzati, punto di aggregazione del quartiere, si trovano i pochi resti di un mwowanfiteatro romano del mwpaI secolo venuto alla luce nel 1992 durante i lavori per realizzare un parcheggio sotterraneo.cite-ref-11[11]cite-ref-12[12]cite-ref-13[13]cite-ref-14[14] Il sito non è normalmente aperto al pubblico ma sono effettuate visite guidate solo in particolari occasioni.
Campopisano e la collina di Castello
Adiacenti a Ravecca si trovano importanti insediamenti medioevali come mwtwCampopisano (che secondo la tradizione prende il nome dai combattenti pisani sconfitti nella mwuabattaglia della Meloria che in questo luogo furono tenuti prigionieri per tredici anni, benché secondo altri studiosi il toponimo sia ben più antico), mwuqpiazza Sarzano, unica vera piazza della città medioevale e per questo sede di pubbliche adunanze e tornei cavallereschi, la collina di Castello, sede dell'mwugoppidum preromano, ovvero il primo insediamento abitativo della città, dove sorgono la chiesa e il convento di mwuwSanta Maria di Castello, la mwvatorre Embriaci, le rovine della mwvqchiesa di Santa Maria in Passione e proprio al culmine della collina, la moderna sede della facoltà di architettura dell'mwvguniversità di Genova, sorta sulle rovine del monastero di San Silvestro, che a sua volta occupava il sito del medioevale palazzo fortificato dei vescovi e venne distrutto dai bombardamenti della mwvwseconda guerra mondiale.
Note
cite-note-guida-11. ↑ mwygmwywmwzaGenova, la Città vecchia: il sestiere del Molo, su mwzqGuida di Genova.it.
cite-note-podesta-22. ↑ mw0wFrancesco Podestà, mw1aIl Colle di S. Andrea in Genova e le regioni circostanti, L. Sambolino, 1901.
cite-note-33. ↑ mw2amw2qMichele Giuseppe Canale, mw2gNuova istoria della repubblica di Genova, del suo commercio e della sua letteratura dalle origini all'anno 1797, mw2wFelice Le Monnier, 1858.
cite-note-44. ↑ mw3wmw4aMichele Giuseppe Canale, mw4qDescrizione di Genova e del Genovesato, Genova, Tipografia Ferrando, 1846.
cite-note-55. ↑ mw5qmw5gLuciano Grossi Bianchi, mw5wmw6aAbitare "alla moderna". Il rinnovo architettonico a Genova tra XVI e XVII secolo, All'Insegna del Giglio, 2005.
cite-note-66. ↑ mw7amw7qmw7gL'open day della nuova scuola di Piazza delle Erbe, su mw7wmw8aComune di Genova, marzo 2014.
cite-note-77. ↑ mw9amw9qGuida d'Italia - Liguria, mw9gTouring Club Italiano, 2009.
cite-note-88. ↑ mw-gmw-wmw-aA spasso per Ravecca..., su mw-qA-Mae Zena.
cite-note-99. ↑ mwaqemwaqimwaqmEdicola della Madonna della Concezione, Salita della Fava Greca, su mwaqqFonti per la storia della critica d'arte, mwaquUniversità di Genova.
cite-note-1010. ↑ mwaqkmwaqomwaqsModerna mwaqwcolonna infame in Piazza Sarzano, per ricordare, in toni polemici, i quartieri scomparsi del centro storico di Genova., su mwaq0genovacards.com. mwaq4URL consultato il 4 settembre 2014 mwaq8(archiviato dall'mwaraurl originale il 16 luglio 2013).
cite-note-1111. ↑ mwarqmwarumwaryGiardini Luzzati: due anni dalla nuova gestione, bilancio e progetti futuri, in mwarcEraSuperba, 10 dicembre 2013.
cite-note-1212. ↑ mwarsmwarwmwar0La Genova sotterranea, su mwar4isegretideivicolidigenova.com.
cite-note-1313. ↑ mwasimwasmmwasqLa Genova mwasuromana ai Giardini Luzzati, su mwasyComune di Genova, 29 aprile 2015.
cite-note-1414. ↑ mwasomwassmwaswArea archeologica anfiteatro romano Giardini Luzzati Genova, su mwas0Art Bonus. mwas4URL consultato il 2 novembre 2019 mwas8(archiviato dall'mwataurl originale il 4 ottobre 2023).